Laggiù dove morivano i dannati       

 

Laggiù dove morivano i dannati 
nell’inferno decadente e folle 
nel manicomio infinito 
dove le membra intorpidite 
si avvoltolavano nei lini 
come in un sudario semita 
laggiù dove le ombre del trapasso 
ti lambivano i piedi nudi 
usciti di sotto le lenzuola 
e le fascette torride 
ti solcavano i polsi e anche le mani, 
e odoravi di feci 
laggiù, nel manicomio 
facile era traslare 
toccare il paradiso, 
Lo facevi con la mente affocata 
con le mani molli di sudore 
col pene alzato nell’aria 
come una sconcezza per Dio. 
Laggiù nel manicomio 
dove le urla venivano attutite 
da sanguinari cuscini 
laggiù tu vedevi Iddio 
non so, tra le traslucide idee 
della tua grande follia. 
Iddio ti compariva 
e il tuo corpo andava in briciole 
delle briciole bionde e odorose 
che scendevano a devastare 
sciami di rondini improvvise.


Alda Merini - Destinati a morire


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