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Laggiù dove morivano i dannati
Laggiù dove morivano i dannati nell’inferno decadente e folle nel manicomio infinito dove le membra intorpidite si avvoltolavano nei lini come in un sudario semita laggiù dove le ombre del trapasso ti lambivano i piedi nudi usciti di sotto le lenzuola e le fascette torride ti solcavano i polsi e anche le mani, e odoravi di feci laggiù, nel manicomio facile era traslare toccare il paradiso, Lo facevi con la mente affocata con le mani molli di sudore col pene alzato nell’aria come una sconcezza per Dio. Laggiù nel manicomio dove le urla venivano attutite da sanguinari cuscini laggiù tu vedevi Iddio non so, tra le traslucide idee della tua grande follia. Iddio ti compariva e il tuo corpo andava in briciole delle briciole bionde e odorose che scendevano a devastare sciami di rondini improvvise.
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