Lirica

 

Lirica

Oh, dove prima al limite del giorno

s’appiattava  una forza ordinatrice,

quale scoscendimento pauroso

che mi rimonta sulla stessa ruota,

sulla ruota del giorno e del tormento?

E dove il digiuno di un incontro

rovesciare codeste verità?

Ah, fantasmi di te, mille fantasmi

arsi di sete, tutti, alla mia fonte!

Una forza stranissima si insinua

nelle mie labbra docili e le incurva;

io ruoto, sento, sul mio desiderio

schiava di un magnetismo che mi ha vinta.

La corsa dopo invaderà il mio corpo

che la esercita in sé, nel suo tormento,

per superare ciecamente il solco

dove tu, assente, non puoi più fiorire.

Ardo di mille musiche diverse,

ma dove è tempo di un incontro nuovo,

resiste il “poter essere” di te.

13 marzo 1949


(La Presenza di Orfeo)



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