Livelli
Mi piace immaginare
e credere sicuro,
che in un altro mondo,
più triste, grigio e scuro,
più amaro e desolato,
di questo dove sto,
dove ebbi tribolato,
vissuto senza amore ,
nell'odio, nel peccato,
freddo, senza colore:
QUALCUNO
mi abbia preso
al collo con le dita
e delicatamente
in questo mi ha portato.
Un mondo regalato,
(per questo ancor ti prego)
luminoso e allegro,
anche se v'è peccato,
è qui che brilla il sole,
che forma un arco in cielo
e luna e mille stelle,
di notte forman velo
e panorami e scene,
meravigliose e belle,
ed anche c'è l' amore,
non più oscure celle,
non solo odio e pene,
di denti lo stridore
e brividi su pelle...
Anche se in questo mondo
non credo tuttavia,
che bimbo inorridito,
straziato dal suo pianto,
miliardi e passa ore,
nella morsa di un pozzo:
non venga proiettato
da MANO SANTA ,PIA
che forte tiene il cuore,
su un mondo ancor più bello
di questo che pur sia,
è già di buon livello
pur se, fanciullo muore
mi riempio più d'affanno
se scopro con stupore
pur bimba il compleanno.
Chissà se all'altro mondo,
più Grande di quest'altro
mai giungere potrò?
O avanti, pur perfino,
andare più lontano
e salutar con mano,
il povero Alfredino
e tutti quanti i bimbi
teneri e innocenti,
(se penso il cuore langue)
buttati su di un fiume
o uccisi dal lor sangue.
Quanti livelli e mondi?
Quanti dolori e strali?
Quante scene spettrali?
Quanti pozzi profondi,
dovremo oltrepassare,
per giungere alla fine,
per giungere al confine,
dove non v'è orizzonte,
dove non v'è paura,
dove non c'è più fine,
dove non sei rapito,
dove non c'è più lacrime,
dove non c'è più pianto,
dove non v'è infinito,
e infin poter gioire,
con tutti i cari accanto?
Ti prego dimmi quanto?
Quanto dovrò bramare,
quanto fuggir da belva,
quanto farmi sbranare,
nella più cruda selva?
Quanto dovrò aspettare
un secolo, un era, un ora,
la Mano di quel Santo,
che mi proietta ancora
con il suo mouse accanto
e celeste tastiera
con fede ferma, austera,
su monitor d'amianto?
Già la mia testa è calva,
non so quant'è che ho pianto,
con lacrime di malva,
che mi spingon a schianto .
Ti prego, io ti invito,
quando ti vien prurito,
no, non schiacciare salva,
clicca col divin dito,
senza pensar peccato
l'icona INVIO la belva...
son pronto al salto ardito
ancor che sia sbranato,
nella più oscura selva
che il cuore mi ha vestito.
Efisio
10-07.12
...sempre più prolisso