Lettera di Alda Merini indirizzata ad Angelo Noce spedita da Taranto senza data.

Penso che la costruzione dell’uomo sia infinita che pareggi tutte le cose tutte le stelle, tu stesso Angelo sei una molecola piena di grazia colma di tutte le ricchezze dei tempi remoti, sei una rosa viva. Io che debbo dire, a volte nascono quei fiori di loto che galleggiano con la grazia dell’insipienza. Io sono così. Ma tu hai un gambo una linfa, un libro segreto della anima e non sono mai parole quelle che si dicono. Le parole nascondono fatti, fatti piccoli segreti e la nostra classe innata di artisti. Conosci tu una infezione più profonda?

Alda Merini nello studio di Angelo Noce nel 1983


Non so Angelo, siamo stati tanto uniti a volte accanto ad un lume che vedevamo noi soli come due farfalle notturne, un lume impreciso ma caldo intimo di conoscenza del bene. Abbiamo parlato a lungo del bene ed io ti ho detto che nessuna carezza insidiosa ti ha mai disfiorato. Ora penso che tutto questo sia valso almeno a proteggere me e la mia infinita distanza dal tutto e che la mia generosità non venga invasa dai puledri che non siano di razza nobile.


Alda Merini

 

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Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.

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